Blog: http://AGORApopolare.ilcannocchiale.it

La proporzionale risorgerà

di don Luigi Sturzo
in "Rivoluzione Liberale" , anno IV, n. 5, 1 febbraio 1925

Era necessaria una testa di turco, perché borghesia, reazione, fascismo avessero trovato su chi sfogare il loro malcontento per un reale intervento delle masse popolari nella vita politica e per una loro migliore partecipazione alla vita economica della nazione. E la testa di turco fu la proporzionale, dannata ad bestias, - prima che Mussolini passasse da proporzionalista a maggioritario, e da maggioritario a uninominalista, - dalla vecchia tradizione italiana liberaldemocratica. Questa in fondo era ed è in gran parte dei suoi superstiti, sia di destra che di sinistra, conservatrice; e mal tollerò il suffragio universale dato da Giolitti in una giornata di malumore, e approvato da quella stessa Camera che poco prima avena fatto il niffolo al divo Luzzatti, che voleva elargire un suffragio universale, ma a scartamento ridotto. Veramente, in fondo in fondo, l'elemento reazionario nostrano (pentito del fallo) avrebbe voluto colpire il suffragio universale; ma purtroppo si trovava di fronte ad un pericolo: - la sensibilità delle masse, che ormai hanno acquisito questo loro diritto; - e allora la proporzionale, - la quale incanala le forze democratiche e valorizza il suffragio universale, come quella che naturalmente completa lo stesso suffragio universale, - ne ha subito tutte le conseguenze, almeno per ora! Quando manca la proporzionale, i partiti, per essere una adeguata espressione politica della coscienza delle masse, debbono ricorrere alla coalizione o alla semplificazione. Ma questi non sono e non possono essere dei fatti arbitrari o improvvisati, sono invece un prodotto di lunghi processi e di sviluppi di vita costituzionale, che per altro non possono essere uguali in tutti i paesi. In Inghilterra finché la lotta si imperniava su i due partiti storici tradizionali, messi sull'identico piano del regime monarchico costituzionale, senza futurismi o passatismi, era evidente che non potesse esistere una qualsiasi proporzionale, che si sarebbe risolta nella più o meno identica proporzione di seggi nella divisione dei due partiti: uno il vincente l'altro il soccombente. Oggi che è penetrato in forma stabile un terzo partito (il laburista) fa capolino e si va affermando la tendenza proporzionalista, applicata di già nel Libero Stato d'Irlanda, e caldeggiata dalla Proportional Representation Society che ha per segretario ed apostolo il noto Humphrey, proporzionalista puro. Ancora non può dirsi che il proporzionalismo faccia molta strada in Inghilterra; e ciò per una salda concezione del passato, e una quasi fatale convinzione che in Inghilterra non può farsi politica seria se non con due partiti soli: uno dei tre deve scomparire. Quale? I laburisti sono sicuri (ed hanno larga adesione di masse) che essi sono definitivamente entrati nel ruolo dei due primi partiti; e che quindi entreranno costantemente nell'alternativa del potere. L'altro oggi è il Conservatore: ma molti ricordano il 1906, quando i liberali ottennero un trionfo maggiore di quello avuto dai conservatori nell'ottobre scorso. Ma quale esso sia il prossimo sviluppo dei partiti in Inghilterra, o la riduzione a due ovvero la stabilizzazione a tre con sfaldamenti alle ala; è certo che nel primo caso la proporzionale è superflea e inapplicabile; e nel secondo caso, si imporrà quando gl'inglesi si persuaderanno (ci vuole un pò di tempo data la mentalità inglese) che il vecchio giuoco dei due partiti è completamente esaurito. L'altra forma di correggere il suffragio universale senza ricorrere alla proporzionale, è la coalizione elettorale: un tipo costante di ciò, attraverso le varie modifiche della legge elettorale, si è avuto in Francia sia prima che dopo la guerra. Non si può paragonare al tipo italiano che ebbe voga col suffragio ristretto quando si promossero le coalizioni dei così detti "partiti popolari" dopo le reazioni di Rudinì e di Pelloux. La coalizione elettorale però ha un carattere transitorio e una formazione variabile: e, in confronto all'organizzazione dei partiti all'inglese, è una forma inferiore di vita politica, che obbliga i partiti ai compromessi, per i quali essi partiti restano inquinati di molti elementi marginali assai impuri. Comunque sia adempiono ad una funzione importante le coalizioni, quando rappresentano in sintesi il pro e contro di una determinata situazione politica; e la possono esprimere in blocchi antitetici: - si arriva così, attraverso una temporanea formazione, alla caratteristica dei due partiti, base della vecchia concezione borghese-parlamentare. Ma come l'Inghilterra ha sentito tardivamente e in forma possibilista l'avvento del terzo partito di masse, il Lavoro, che ha fatto l'effetto del terzo incomodo; così nella vita parlamentare continentale, prima o poi, dal poco al molto, con varie caratteristiche, si è introdotto il partito socialista (oggi anche diviso e frazionato) che presentatosi come anti-borghese, è finito in regime di coalizione, a divenire un elemento integrante nella lotta dei partiti costituzionali democratici contro i partiti reazionarii. Fino a che l'acclimatazione del socialismo nell'ambiente parlamentare non era avvenuto, la caratteristica rivoluzionaria era la prevalente e la pregiudiziale. Quando invece, non ostante la pregiudiziale rivoluzionaria, l'avvicinamento possibilista poté realizzarsi, questo é finito a dare anche una base alle coalizioni elettorali e parlamentari in quasi tutti gli Stati europei. Questo elemento (il socialista) e l'altro elemento di carattere pure generale e organizzativo (il democratico cristiano o cristiano sociale, o popolare) fecero precipitare la soluzione proporzionalista, perché moltiplicarono i partiti e diedero la maggiore spinta possibile all'intervento delle classi lavoratrici nella politica. Là dove la proporzionale non ebbe favore, come in Francia, si fu obbligati ad accentuare il tipo di coalizione elettorale. Però in questo caso, il terreno politico viene notevolmente spostato e messo su due piani differenti: da un lato coloro (liberali, democratici, radicali, popolari, ecc.) che pur ammettendo il progresso legislativo e istituzionale, si trovano concordi sul terreno dello Stato costituzionale rappresentativo; - e coloro (socialisti delle varie gradazioni) che si trovano sul terreno costituzionale come sopra un terreno tattico di battaglia per un ulteriore sviluppo rivoluzionario. Che dire se poi su questo terreno così alterato si affaccia un altro nuovo partito, per esempio il fascismo, che accetta il metodo rivoluzionario per attuare un piano reazionario e autocratico? Le coalizioni fra questi elementi così disperati e discordi rappresentano un compromesso oltre che politico, morale, che fa ritornare la vita politica ad una precipua valutazione di forza e di correnti, e ad una lotta di capitani e di seguaci. Ecco perché nei popoli a struttura politica complessa, è necessario un regime elettorale che lasci al suffragio universale, la limpidezza della sua caratteristica e l'influsso della sua dinamica, e insieme dia la possibilità di un incanalamento delle varie forze discordi, su risultanti politiche, rispondenti a diffusi stati di coscienza, di cultura e di interessi. Di qui la necessità della proporzionale ormai comune in tutta l'Europa Centrale. Anche la vita politica ha le sue leggi naturali, che non possono superarsi; perché la vita politica è una delle faccie sintetiche della vita sociale dei popoli. Non è possibile, dato il suffragio universale, che la massa di un popolo non cerchi di affrancare la propria autonomia da soggezioni politiche ed economiche, e avere una propria personale espressione. Sia essa l'alternativa dei due partiti; o la coalizione dei più partiti; o la rappresentanza proporzionale dei molti partiti, risponde più o meno parzialmente alla necessità di organizzazione del suffragio universale. Però è ben da notare che se è superato lo stadio dei due partiti, non è più possibile vi si possa ritornare a volontà o coattivamente; come è innaturale che trovata la via della proporzionale, vi si rinunzi per cadere in quella delle coalizioni.La violentazione della coscienza collettiva, può avvenire, come ogni altro tormento morale: - ma una volta ottenuta una conquista, non è più possibile rinunciarvi. Fornirà perciò nuovo argomento di lotta; questa potrà durare più o meno a lungo e (cosa normale nella storia) coloro che oggi hanno voluto seppellire la proporzionale la invocheranno a loro salvezza.

Londra, 18 / 1 / 25. - 6° anniversario del P. P. I.

Pubblicato il 16/1/2009 alle 10.5 nella rubrica popolarismo.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web