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Un nuovo libro che parla di brand e sviluppo territoriale: "Terre d'Acaia. Visioni e strategie per il 'vero Piemonte'" a cura di Giancarlo Chiapello

Terre d'Acaia. Visioni e strategie per il 'vero Piemonte', ed. MarcovalerioPromovere il turismo nel Pinerolese, fra castelli, prìncipi, bellezze artistiche e antiche tradizioni culturali ed enogastronomiche, puntando sul senso di appartenenza e sulla collaborazione attiva dei suoi abitanti: è l’obiettivo del progetto Terre d’Acaia, “brand territoriale” presentato il 27 ottobre in una conferenza stampa nel palazzo della Regione Piemonte a Torino.

Nata tre anni fa grazie all’impegno di volontari e associazioni che operano sul territorio, raccolti attorno al Centro Studi Silvio Pellico di Cercenasco, l’iniziativa ha visto l’adesione di nove comuni dell’area. “Ma l’obiettivo – ha spiegato il presidente del centro studi, Marco Civra – è quello di coinvolgere tutti e 45 i Comuni che rientrano nella zona”. Il progetto si richiama ad esperienze di successo già ampiamente collaudate in Piemonte, come avvenuto nelle Langhe. L’ambizione è quella di coinvolgere volontari, singoli cittadini, soggetti pubblici, fra cui anche la Città metropolitana di Torino, e operatori turistici nella realizzazione di progetti come il Museo virtuale del Principato d’Acaia. È in fase di costruzione il portale www.terredacaia.it, in italiano e in inglese, per raggiungere anche un pubblico internazionale. Le fasi salienti del progetto sono raccontate nel volume: “Terre d’Acaia, visioni e strategie per il ‘vero Piemonte’”, edito da Marcovalerio a cura di Giancarlo Chiapello, e distribuito gratuitamente in duemila copie.

Secondo l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte l’iniziativa si svolge in un’ottica in cui il capitale umano diventa motore di sviluppo, proponendo un percorso che, partendo dalla consapevolezza degli abitanti, conduce alla riqualificazione complessiva del territorio. Un territorio che comprende il Pinerolese, la pianura e le valli olimpiche.

“Il riferimento ai principi d’Acaia – ha dichiarato lo scrittore Giancarlo Chiapello – è il segno distintivo che unisce queste terre. Facendo di Pinerolo la loro capitale, i prìncipi diedero un grande impulso alle arti e alla cultura: su iniziativa di Ludovico di Savoia Acaia si arrivò alla fondazione dell’Università di Torino. Terre di grandi fortificazioni, come il Forte di Fenestrelle, e di castelli, più numerosi di quelli della Loira”. Altro importante obiettivo del progetto, secondo Marco Civra, è attrarre in queste ‘terre di mezzo’ un turismo di tipo internazionale, che non disdegna di visitare luoghi periferici dopo aver visitato le grandi mete di interesse nazionale del nostro Paese. Per il giornalista enogastronomico Jacopo Fontaneto le terre d’Acaia sono anche un luogo di fusione di culture alimentari diverse: quella rustica piemontese e quella di origine provenzale.

Pasquale De Vita



Articolo apparso su "Piemonteinforma": http://www.regione.piemonte.it/pinforma/turismo/742-terre-d-acaia-brand-territoriale-del-pinerolese.html

Il libro è reperibile collegandosi al sito della Marcovalerio editore: www.marcovalerio.it

Pubblicato il 11/12/2016 alle 17.15 nella rubrica dai territori.

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